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versus diseaseQuando si inizia e ci si impegna nel tempo in una psicoterapia si possono sperimentare varie sensazioni, dolore, rabbia, demotivazione, entusiasmo…e volutamente non ho specificato se questa sperimentazione riguarda paziente o terapeuta perché in realtà riguarda entrambi e per entrambi può essere fonte di crescita e maturazione.

Uno dei momenti che mi entusiasmano e mi fanno amare il mio lavoro è quando partecipo insieme al paziente alla nascita di un nuovo modo di pensare e di vedere le cose, qualcosa di originale, a volte di creativo, che nasce in modo spontaneo, senza che io sia intervenuta più del dovuto ed è meravigliosamente sentito e sincero, come se fosse sempre stato lì e aspettasse il momento giusto per farsi vedere e a me viene da dire “Ci siamo!”

Quando utilizzo l’EMDR in terapia questa cosa accade, a volte, con una velocità impressionante e il lavoro del nostro cervello è quasi tangibile, lo hai lì davanti ed è come guardare quei filmati che mostrano in pochi secondi lo sbocciare dei fiori o il lievitare del pane, lo sai che il tempo necessario per certe cose è un altro ma non importa perché in quel momento qualcosa sta accadendo ed accade velocemente ed è reale. Un mio paziente da tempo preoccupato e agitato per la possibilità di dover continuare a prendere psicofarmaci mi dice che ha visualizzato le scatole di paroxetina tutte decorate da mandala mentre si allontanano, diventano più piccole e meno minacciose, lui sorride, si sente più rilassato e la seduta procede. Ci siamo…

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