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Traumi e tecnica EMDR

Posted by on Giu 12, 2014 in Home, in evidenza, Senza categoria | 0 comments

downloadLo scorso 10 Giugno è uscito su La Repubblica un interessante e chiaro articolo che spiega in cosa consiste la tecnica EMDR e in quali casi può essere utilizzata.

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è stato riconosciuto dall’OMS come metodo efficace nel trattamento dei traumi e, nonostante da parte di alcuni ci sia ancora un po’ di diffidenza , sempre più studi dimostrano scientificamente quali siano i benefici dell’utilizzo di questa tecnica che rende i ricordi traumatici più facilmente elaborabili dal soggetto sofferente.

I movimenti oculari – in alternativa possono essere utilizzate stimolazioni tattili o uditive – indotti nel paziente dal terapeuta adeguatamente formato per poter applicare la tecnica,  facilitano la comunicazione tra emisferi cerebrali e conseguentemente l’elaborazione dei ricordi traumatici che non vengono rimossi ma, con il tempo e le sedute necessarie, diventano meno disturbanti permettendo al paziente di ridurre in modo significativo o addirittura eliminare la sintomatologia, a volte invalidante, causata dal trauma.

La terapia Cognitivo Comportamentale è strumento d’elezione per il trattamento del disturbo posta-traumatico da stress e l’EMDR costituisce all’interno di questo tipo di approccio un ulteriore potente strumento a beneficio dei pazienti anche se è utilizzabile con vari orientamenti terapeutici.

Per approfondire l’argomento si rimanda al sito di EMDR Italia dove è anche possibile trovare un elenco suddiviso per regioni dei terapeuti abilitati.

 

per gli addetti ai lavori…

Posted by on Giu 11, 2014 in Eventi, Home, in evidenza | 0 comments

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A Genova dal 25 al 28 settembre 2014 si terrà il XVII convegno SITCC

‘Marinai, terapeuti e balene’  

Cambiamento, Consapevolezza, Relazione

“Il Convegno Sitcc di Genova 2014 si propone di presentare agli psicoterapeuti italiani gli sviluppi ad ampio raggio del cognitivismo clinico. La radice del nostro approccio si nutre del metodo scientifico, per cui qualunque affermazione va legata a una sua riproducibilità e non può basarsi semplicemente sull’autorità della fonte. Questo permette la formulazione di procedure validate che siano insegnabili e trasmissibili agli altri, garantendo ai pazienti un loro diritto assoluto, quello di ricevere le cure ottimali per il proprio disturbo.

La tensione verso il cambiamento migliorativo del paziente, caratteristica fondamentale del cognitivismo standard e ragione del suo successo internazionale, si è arricchita nel terzo millennio di una dimensione  diversa, quella dedicata alla comprensione e all’accettazione del proprio modo di essere prima che alla sua modifica. L’approccio meditativo, che sottolinea l’importanza di una conoscenza emotiva incarnata, sta influenzando in modo significativo la genesi di protocolli terapeutici di provata efficacia basati su una consapevolezza priva di giudizio.

Genova 2014 si offre come un momento di dialogo fra programmi clinici dedicati al superamento della sofferenza e programmi clinici dedicati all’accettazione della stessa, in particolare quando la sofferenza sia radicata nel corpo (le conseguenze psichiche di una malattia fisica) o sia semplicemente non modificabile (le patologie fisiche e psichiche croniche o ingravescenti).

Una importante ambizione dichiarata, oltre all’aggiornamento sulle più recenti metodiche di intervento, è quella di iniziare a fare chiarezza scientifica sulla relazione tra terapeuta e paziente, sottraendo questa fondamentale dimensione clinica alle ombre grigie degli effetti aspecifici. La relazione fra terapeuta e paziente, strumento principe di intervento clinico, può essere compresa e quindi insegnata, non è magia né fortunata dote naturale: ben comprendendo le difficoltà di indagine, consideriamo prioritaria la sua comprensione.

Cambiamento, consapevolezza, relazione: troviamoci insieme per capire meglio, per imparare dai nostri colleghi, per mettere alla prova il nostro operato clinico.

Con l’augurio che Genova sia un luogo di confronto aperto e rispettoso, di discussione viva e gentile, da cui tornare arricchiti culturalmente e umanamente.”

Rita B. Ardito
Bruno G. Bara

 

il cerchio delle mamme “cosa metto in valigia?!”

Posted by on Mar 19, 2014 in Eventi, Home, in evidenza, Progetti | 0 comments

Il Centro di Consulenza e Psicoterapia di Formigine in collaborazione con la Dott.ssa Maddalena Grimaudo – biologa nutrizionista e con la Dott.ssa Francesca Resca- ostetrica, ha dato il via ai gruppi di accompagnamento alla nascita “Il Cerchio delle mamme” , cinque appuntamenti per le future mamme e i loro compagni.

Gli incontri, che vedono la partecipazione dell’intera équipe multidisciplinare, prevedono momenti di discussione teorica e ampi spazi dedicati al confronto con un’attenzione particolare data ai bisogni specifici portati dalle mamme.

Gli scopi principali degli incontri sono fornire informazioni chiare, corrette e concrete in tema di gravidanza; dare la possibilità alle future mamme di  incontrare degli specialisti in grado di rispondere in modo competente ai dubbi che possono insorgere durante i 9 mesi; stimolare lo stare insieme per condividere la propria esperienza e il proprio vissuto in un contesto accogliente e piacevole e condividere uno spazio emotivo che aiuti ogni donna a trovare la propria personale modalità di affrontare le diverse sfide e i cambiamenti che accompagnano l’essere mamma.

Dopo la partenza di giovedì scorso il prossimo appuntamento con l’incontro gratuito iniziale “Cosa metto in valigia?!” in cui ci si conosce, vengono illustrati gli argomenti degli incontri successivi e si inizia a parlare di aspetti interessanti riguardanti la gravidanza, sarà giovedì 27 marzo presso il negozio di articoli per bambini Hacuna Matata a Formigine dalle 15.00 alle 17.30.

Per informazioni più dettagliate ed eventuali iscrizioni si può telefonare al Centro di Consulenza e Psicoterapia  al 389/4579276 oppure scrivere a  psicoterapia.modena@gmail.com o ancora a:  ilcerchiodellemamme@gmail.com

 

affrontare i bisogni delle persone con demenza e delle loro famiglie

Posted by on Mar 16, 2014 in Eventi, in evidenza | 0 comments

Segnalo questo Convegno che si terrà a Modena il prossimo 29 marzo e si occuperà dei bisogni delle persone affette da demenza e di quelli delle famiglie coinvolte nel compito di cura.

Si parlerà anche del contributo, in questo settore, della terapia occupazionale basata sulle evidenze.

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la vita di Adele

Posted by on Nov 18, 2013 in Eventi, in evidenza | 0 comments

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Non è per pigrizia che limito questo post a poche righe, davvero, semplicemente non potrei scrivere niente di originale e di particolarmente illuminante che non sia già stato scritto sul film che per quanto mi riguarda è uno dei film dell’anno o forse “IL” film dell’anno,”La vita di Adele” di Abdellatif  Kechiche. Non potrei riassumere in poche righe l’insieme di emozioni e le svariate possibilità di trovare se stessi che il film offre. Semplicemente vi invito a guardarlo, al cinema fino a quando è possibile o in dvd quando il dvd uscirà, in italiano o in francese se il francese lo capite ma, esagero, anche se non lo capite. Guardatelo se siete stati adolescenti, se siete o siete stati innamorati, se avete sofferto per amore o perchè ad un certo punto della vostra vita vi siete sentiti fuori posto, poi nel posto giusto poi di nuovo fuori posto. Chi sa scrivere ha scritto questo su “La vita di Adele”: Leonardo – La vita di Adele 1  Leonardo – La vita di Adele 2. Buona visione.

la guarigione possibile, comincia Màt a Modena e provincia

Posted by on Ott 9, 2013 in Eventi, in evidenza | 0 comments

Tra poco più di una settimana comincia a Modena la terza edizione di Màt, la settimana dedicata alla Salute mentale.

Come sempre numerossissime le iniziative, le possibilità di condivisione e confronto con la cittadinanza e numerosi e illustri gli ospiti coinvolti in quello che sta diventando per la città di Modena – e non solo- un appuntamento fisso del mese di ottobre. L’iniziativa, promossa dall’Azienda Usl, vede il Comune di Modena tra le istituzioni più attive nell’organizzazione ma anche e soprattutto la partecipazione delle Associazioni di pazienti e loro familiari che in queste giornate parlano alla comunità del disagio mentale da molteplici punti di vista.

Al di là degli innumerevoli ospiti illustri che quest’anno interverranno, uno tra tutti Sergio Zavoli, una presenza forse meno nota a chi non lavora in questo ambito ma che personalmente ritengo sempre preziosa per quello che regala è quella di Peppe Dell’Acqua, protagonista della rivoluzione culturale che ha accompagnato la chiusura dei manicomi in Italia ma soprattutto uomo e professionista a mio parere appassionato e appassionante nel suo modo di parlare di salute mentale, di persone e di storie di malattia e di guarigione…

Il programma della settimana è scaricabile da qui e questa è la pagina facebook di Màt. Partecipate!

 

convegno

Posted by on Set 3, 2013 in Eventi, in evidenza | 0 comments

Per chi lavora con gli anziani o per chi semplicemente è interessato all’argomento segnalo il 5°Convegno internazionale sulla Qualità del Welfare: La tutela degli Anziani – buone pratiche per umanizzare l’assistenza che si terrà a Rimini il 18 e il 19 ottobre prossimo ed è organizzato dal Centro Studi Erickson.

Riporto di seguito il link alla pagina dedicata al convegno e il link al sito Edizioni Erickson:

La tutela degli Anziani

 

 

bambini dimenticati

Posted by on Giu 30, 2013 in in evidenza, Letture | 0 comments

Poco tempo fa, in relazione a recenti e tragici fatti di cronaca, un collega mi ha segnalato un articolo uscito nel 2011 su Internazionale che parla  della frequenza dei casi in cui genitori, nella maggioranza delle volte abitualmente attenti e amorevoli, dimenticano i figli piccoli in auto causandone la morte per ipertermia.

Gene Weingarten, il giornalista del Washington Post che ha condotto questa inchiesta, premiata con il premio Pulitzer nel 2010, ha incontrato i genitori colpiti da questa tragedia ed ha provato a raccogliere le loro testimonianze tentando di costruire una spiegazione plausibile di ciò che appare a molti inspiegabile e inconcepibile.

Difficile, almeno per me, non terminare la lettura con un senso di tristezza e di leggera ansia: tristezza per le sorti di questi bambini e di questi genitori che seppur in modo diverso hanno la vita spezzata ed ansia perchè il problema non sembra avere una soluzione così certa come ci si aspetterebbe e si vorrebbe; il modo di funzionare del nostro cervello, come spiega lo psicologo James Reason nell’inchiesta (p.52), non sempre si dimostra efficiente o meglio, viene “ingannato” da una serie di coincidenze che finiscono per produrre comportamenti del tutto inadeguati alla situazione con le conseguenze ben descritte in prima persona dai genitori intervistati.

Di seguito il link all’articolo, interessante, ben scritto, toccante.

Buona lettura.

Bambini dimenticati

 

sex toys

Posted by on Mag 5, 2013 in Eventi, in evidenza | 0 comments

Interessantissimo incontro venerdì scorso a Peonia Rosa di Carpi. Argomento della serata: i Sex Toys spiegati da Bettina Zagnoli esperta del settore che, con competenza e chiarezza, è riuscita ad illustrare in modo semplice ed efficace le caratteristiche e le potenzialità dei Sex Toys partendo da un breve ma istruttivo percorso storico sullo sviluppo degli oggetti del piacere, per arrivare ad elencare le caratteristiche che gli attuali Sex Toys devono avere per essere considerati sicuri e poter quindi essere utilizzati in tranquillità per stimolare la curiosità, il gioco e il piacere, da sole o in coppia.

Chi non lo sapeva già ha imparato la differenza tra dildo e vibratore e che un vibratore può avere più forme, più dimensioni  ma soprattutto deve essere costruito con materiali sicuri (safe), essere silenzioso e possibilmente leggero e maneggevole. Rivolgersi ad un negozio serio e ad un negoziante in carne ed ossa, sacrificando per una volta la ricerca on line, dà la possibilità di scegliere il proprio Sex Toys toccandolo, accendendolo e basandosi su un’idea realistica del prodotto in modo da capire se veramente è ciò che si cerca.

La serata ha visto anche la partecipazione di uomini ed è stata una buona occasione per parlare in modo sereno e soprattutto senza volgarità o scontata ironia, di sessualità e di oggetti del piacere, confrontando le idee che uomini e donne hanno al riguardo.
Preziosa la collaborazione con la dott.ssa Maria Cristina Iannacci, ginecologa, sessuologa e organizzatrice della serata pronta ad intervenire qualora i dubbi e le domande dei partecipanti richiedessero risposte più specifiche dal punto di vista medico.

Credo, concludendo, che utilizzare i Sex Toys possa essere una possibilità, un modo per conoscersi e per rinnovare il rapporto intimo con se stessi e con il proprio partner e che l’argomento meriti di essere trattato in contesti adeguati, con relatori preparati e in modo un po’ più professionale, senza ovviamente escludere l’aspetto ludico,  rispetto a quanto si tenda a fare quando si parla di sesso ed erotismo.

Nelle immagini alcuni Sex Toys della ditta LELO, svedese.

L’ultima immagine invece è del famoso Magic Rabbit, vibratore tanto famoso quanto pesante e rumoroso!

 

terapia della bambola

Posted by on Mar 24, 2013 in Eventi, in evidenza, Progetti | 0 comments

Interessantissima e utilissima giornata di formazione sulla Terapia della bambola ieri ad Albino (BG). La giornata, condotta dal Dr.Ivo Cilesi esperto italiano di Therapy Doll,ha avuto lo scopo di formare operatori per l’utilizzo di questa Terapia non farmacologica nel trattamento dei disturbi comportamentali in pazienti anziani affetti da demenza.

La Terapia della bambola è utilizzata da tempo con successo in più paesi e ormai anche in molti centri italiani. La bambola nasce in Svezia alla fine degli 90’ da un’idea di Britt Marie Egedius
Jakobsson, psicoterapeuta, che la realizza per uno dei suoi figli colpito da autismo. Da allora in Europa, ed anche in molti centri italiani, le bambole Joyk create per stimolare l’empatia e le emozioni dei
bambini e degli adulti, diventa, nei luoghi dedicati alla cura e alla terapia, oggetto simbolico nella relazione di aiuto.

Oltre alla riduzione oggettiva dei disturbi comportamentali la Terapia sembra ridurre l’utilizzo di farmaci, migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei familiari e facilitare il lavoro degli operatori nelle strutture.

Per l’utilizzo di questa terapia è necessario formare operatori e familiari (è utilizzabile anche a domicilio) e in generale tutti i membri dell’equìpe che interagiscono con il paziente nell’arco della giornata. Per l’applicazione della Terapia, come d’altra parte per tutti i tipi di terapia, è utile attenersi ad alcune semplici regole che ne facilitano il buon esito. I risultati, testimoniati nella giornata di ieri da molteplici filmati, incoraggiano davvero molto ad utilizzare le Empathy Dolls come integrazione alle terapie già in atto e come nuovo possibile metodo per contrastare uno degli aspetti più difficili da gestire delle demenze ovvero i disturbi comportamentali.

Un paio di link…

Realtà Svedese

Quarto Ruote