Disfunzione erettile

Quabusiness-163464__340ndo siamo in presenza di un deficit erettivo, ossia di una disfunzione erettile, sia in presenza di cause organiche sia in assenza di cause organiche (origine psicogena), è spesso utile un percorso di sostegno psicologico o psicoterapia.
È innanzitutto Importante fare un’analisi eziopatogenetica per capire se la difficoltà di erezione è organica, psichica o mista e conseguentemente impostare un trattamento adeguato che tenga anche conto di come i vari fattori interagiscano tra loro nel mantenimento del sintomo.
La difficoltà ad avere un’erezione o a mantenerla causa generalmente nell’uomo un vissuto di incapacità e di scarsa virilità che spesso si riflette nel rapporto di coppia indipendentemente dalla disponibilità e dalla comprensione del partner sessuale.
Per quanto riguarda l’origine psicogena le cause che determinano il disturbo possono essere molteplici (Kaplan, 1974): timore dell’insuccesso, timore dell’abbandono come conseguenza del fallimento sessuale, incapacità di abbandonarsi alle proprie sensazioni corporee, mancanza di coinvolgimento o novità, stress in generale. Ad ognuno di questi timori sono associate ‘credenze disfunzionali’ specifiche (Althof e Rosen, 2010) che aumentano l’ansia da prestazione e conseguentemente il rischio di effettivo fallimento con successiva valutazione negativa di sé stessi e delle proprie capacità creando così un circolo vizioso difficile da smontare.
In fase anamnestica è anche importante valutare, quando presente, la relazione di coppia prescindere dall’attività sessuale: difficoltà relazionali, idee molto diverse sulla sessualità, educazione ricevuta, etc. possono risultare fattori predisponenti, scatenanti e di mantenimento del disturbo. Il disturbo erettile è spesso un problema “di coppia” e la presenza di entrambi i partner fa molta differenza anche nella soluzione del problema. Pertanto, quando possibile, è sempre meglio avere in terapia la coppia.
L’approccio Cognitivo-Comportamentale si è rivelato estremamente efficace nel trattamento del Disturbo da deficit erettivo.

Il trattamento, nello specifico, punta a decondizionare il paziente utilizzando tecniche per ridurre l’ansia,come il rilassamento, e ad aiutarlo a smontare le credenze disfunzionali. L’aspetto comportamentale e attivo da parte del paziente è fondamentale per risolvere il problema, senza un lavoro che va ben oltre il tempo della seduta terapeutica difficilmente si riducono i circoli viziosi di mantenimento e si ottengono risultati soddisfacenti.
In assenza di difficoltà particolari e con incontri di coppia regolari i tempi per la soluzione del problema possono anche essere brevi.

Per approfondire gli aspetti legati alle cause organiche di questo problema vi rimando all’articolo della Dott.ssa Ester Veronesi: sindrome del dolore cronico pelvico maschile

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